La riforma dell’Isee e le novità del 2015

Isee Ordinario e Isee Specifico
Isee Ordinario e Isee Specifico
Dicembre 23, 2015
La riforma Isee e le novità del 2015

L’ indicatore della situazione Economica Equivalente Isee, in vigore dal 1998 con la Legge n. 449/97, è uno strumento di valutazione della situazione economica del contribuente e della famiglia al fine di attribuire prastazioni sociali agevolate da parte di vari enti. L’uso di questo indicatore Isee ha lo scopo di applicare tariffe nell’erogazione di prestazioni sociali in modo differenziato in relazione alla condizione economica delle famiglie, oppure per la fissazione di soglie oltre le quali non è ammesso l’accesso alla prestazione.

La rifoma isee prevede meno informazioni autocertificate e maggiori controlli:

La prima grande novità  del nuovo indicatore consiste nelle modalità di raccolta delle informazioni, nonché nel rafforzamento dei controlli sulla veridicità delle informazioni auto dichiarate dal cittadino. Con il nuovo sistema, infatti, solo una parte delle informazioni utili per il calcolo dell’isee deve essere autocertificata, i dati fiscali più importanti, ad esempio, sono ora compilati  direttamente dall’inps attraverso gli archivi propri e quelli dell’agenzia delle entrate.La riforma Isee e le novità del 2015

Tale aspetto si discosta radicalmente da quanto previsto prima della riforma, dove sostanzialmente tutto era auto dichiarato. Con la conseguenza che nel corso degli anni si è assistito ad una sistematica sottodichiarazione sia del reddito che del patrimonio(ad esempio con il vecchio sistema circa l’80% dei nuclei familiari dichiarava di non possedere nemmeno un conto corrente o libretto di risparmio.

La rifoma isee prevede anche la definizione più amplia del reddito:

La riforma dell’Isee include, oltre al reddito complessivo ai fini Irpef, i seguenti redditi:

  • I redditi tassati con regimi sostitutivi o a titolo di imposta (si pensi ad esempio alle somme erogate per incremento della produttività ed alle rendite derivanti dalla previdenza complementare)
  • I redditi esenti, compresi quelli erogati a vario titolo dalla Pubblica Amministrazione(assegni al nucleo familiare pensioni di invalidità, assegno sociale, indennità di accompagnamento, ecc.)
  • I redditi figurativi degli immobili non locati e delle attività immobiliari.

La riforma isee 2015 prevede anche la possibilità di aggiornare l’Isee se peggiora la condizione lavorativa. In linea generale, l’Isee fa riferimento ai redditi percepiti nel secondo periodo d’imposta precedente la data di presentazione della DSU. Tuttavia specialmente in un contesto di consolidata crisi economica, la condizione lavorativa (e di conseguenza Economica) delle persone può cambiare rapidamente, per questo motivo con la riforma dell’Isee è stata introdotta la possibilità, a determinate condizioni, di aggiornare un Isee in corso di validità calcolando quello che viene definito un Isee “corrente” tale possibilità rappresenta una novità assoluta e prende in considerazione i redditi percepiti in un periodo di tempo molto più ravvicinato rispetto al caso ordinario.

La riforma prevede maggiore considerazione della componente patrimoniale:

La nuova Isee dà maggiore considerazione del patrimonio del nucleo familiare con le seguenti modalità:

  • prendendo a riferimento il valore degli immobili considerato ai fini IMU 
  • riducendo la franchigia sulla componente mobiliare (in funzione del numero dei componenti del nucleo)
  • considerando il patrimonio detenuto all’estero ( ad esempio, valore degli immobili esteri ai fini IVIE)

 

Per quanto riguarda il patrimonio mobiliare si deve tener conto delle seguenti modifiche:

  • introdotta la valorizzazione della componente depositi e conti correnti bancari e postali facendo riferimento anche al concetto di giacenza media annua.
  • Maggiorazioni della scala di equivalenza per situazioni disagiate.
  • Nella definizione dei parametri della scala di equivalenza determinanti ai fini del calcolo dell’Isee, sono previsti parametri maggiorati in presenza di figli successivi al secondo.
  • sono previste specifiche maggiorazioni per tenere conto dei costi superiori in cui si imbattono i nuclei familiari in cui sono presenti minori ed entrambi i genitori (o l’unico genitore presente) lavorono. Tale maggiorazione è ulteriormente incrementata se è presente almeno un minore di 3 anni.

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